Intervista a Teriel Donovan – A Cup of Stories

Ciao a tutti!Oggi vorrei portare qui sul mio blog un articolo con un format un po’ diverso dal solito.La mia carissima amica Teriel Donovan, il mese scorso, ha pubblicato una raccolta di racconti di genere fantasy, distopico e anche fantascientifico.Per questo motivo, vorrei riservarle uno spazio tutto suo tra queste pagine e dedicarle una breve […]

Intervista a Teriel Donovan – A Cup of Stories

A Cup of Stories di Teriel Donovan

Cartaceo oppure Edizione Kindle

Salve a tutti! 💖 Su Amazon è uscito il mio libro, una raccolta di storie. Disponibile in formato Kindle o cartaceo su #Amazon. Vi lascio con la trama:


Una dama che passeggia per le strade, tra decine di soldatini indifferenti.
Due sorelle in fuga da un destino di prigionia.
Una giovane ragazza alla ricerca di un posto nel mondo.
Queste sono solo alcune delle protagoniste dei racconti che compongono la raccolta “A Cup Of Stories”, in cui amore, vendetta e giustizia si miscelano a formare un puzzle che si avvale di generi quali il romance, il fantasy e la fantascienza per analizzare con sorprendente lucidità il passato della storia umana, delineare il nostro presente e immaginare una distopica realtà futura.
“A Cup Of Stories” è una raccolta scorrevole e pregna di significato, che si concentra sulle donne e sul loro ruolo all’interno della società, dando vita a personaggi complessi e indimenticabili.

Why I Hate Goodreads.com

KS Writer & Teacher

I was talking with a friend yesterday about the importance of getting to know something before you hate on it. Obviously there are things you can hate without knowing them, like a serial killer. Or an animal abuser. Or a child pornographer. I think we can all agree that we don’t need to sit down to tea with people like this in order to dislike them. (Though as writers, we may find something in that teatime conversation that makes them into a well-rounded antagonist – again, something most of us probably don’t want to do.)

But I hate Goodreads.com.

There. I said it. I realize this is like saying “I don’t think Bradley Cooper is good-looking.” I realize that for a reader and an aspiring author, this is probably a Kiss of Death. So be it.

I’ve tried to get into it. I’ve tried to give it a chance. And…

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Goodreads

Attenzione, vi prego prima di leggere questo articolo se già non lo avete letto: L’indifferenza rende complici. Vi chiarirà cos’è successo e perché siamo arrivati a questo.

Email originale

ciao Teriel,
Diversi account che hanno valutato il tuo libro con cinque stelle sono stati portati alla nostra attenzione. Dopo un’indagine, tutti gli utenti hanno mostrato una serie delle nostre bandiere rosse standard e sono stati determinati come illegittimi. Pertanto, sono stati rimossi dal sito.
Tieni presente che gli autori possono essere ritenuti responsabili per eventuali account illegittimi creati allo scopo di gonfiare le valutazioni dei loro libri. Ti preghiamo di astenerti dall’intraprendere attività di questo tipo in futuro per evitare che il tuo account venga sottoposto a revisione per la rimozione.
Cordiali saluti,
Il team di Goodreads

Questa è la mia risposta

Goodreads,
non intendo salutarvi, darvi il buongiorno, augurarvi qualsiasi cosa di buono. Perché la persona che si era registrata presso il vostro sito, era una persona che lo amava profondamente. Una persona che riponeva in voi grande fiducia. Ma soprattutto, nonostante tutto, riponeva una grande fiducia nel buon senso delle persone.
Invece sono vittima di stalking e insulti da diverso tempo. E voi non avete fatto niente.
Vi ho informati e segnalato decine e decine di profili fittizi, creati per lo più da un’unica persona e, in cambio, non ho ricevuto una parola.
Il silenzio è una brutta arma da usare. L’indifferenza con cui vi trincerate dietro al «crediamo nell’autogestione» è la più brutta parodia che si sia mai vista. Così squallida che persino dietro lo schermo ne avverti l’odore. E mi rimarrà addosso.
Quella persona ha continuato, indisturbata, ad aprire profili su profili, insultando chiunque le fosse sgradevole e osannandosi.
Non è difficile riconoscerla. Fidatevi, è semplicissimo.
No… non meritavo una risposta. Così come non meritavo che cinque recensioni che mi erano state fatte, venissero eliminate.
Non meritavo di sentirmi dire sottilmente che IO rischiavo di venir cacciata, semmai aveste scoperto che mi apro profili fittizi da sola.
Patetico.
È stata l’ultima umiliazione che ho ricevuto da voi. Quelle recensioni, posso provarlo, venivano da persone a me vicino, questo sì, che non appena hanno saputo dei ripetuti attacchi di cui ero vittima, hanno voluto testimoniare spontaneamente con una recensione.
Posso provarlo.
Tre anni fa, le cose mi stavano andando bene su Wattpad. Scrivo da oltre 10 anni, per la cronaca e non ho mai falsificato una sola recensione. È una questione di orgoglio, amor proprio, dignità. Lo trovo triste, umiliante per se stessi, auto-scriversi lodi.

Sinceramente, e lo dico con arroganza, non ne ho affatto bisogno.
Inoltre, quella storia aveva delle forti mancanze. L’avevo scritta in un periodo delicato e ci sono voluti moltissimi anni perché finalmente trovassi la forza necessaria per correggerli.
In altre parole, avevo ulteriori motivi per cui non desideravo certo che venisse esaltata con le recensioni. Ma neppure affondata con cattiveria, veleni e bugie da una persona così squallida che a quanto pare ha fatto dell’odio una ragione di vita come se gli altri vivessero bene dalla mattina alla sera, senza alcun problema.
Vi lascio in allegato qui sotto molte recensioni che ho ricevuto con il tempo. Potete definirlo uno schiaffo ripetuto in faccia.
No signore e signore… non ho bisogno di falsificare nulla. Siete tutti voi che dovete a me i danni morali e psicologici per le sofferenze che mi avete inflitto, consentendo a quell’infida persona di scagliarsi contro le persone che amo.
Non avrete mai il mio perdono.
Ho cancellato il mio profilo. Provvederò a togliere qualsiasi riferimento che mi colleghi a voi. Perché manca davvero solo l’accusa infamante di aver falsificato tutto.
Arrivati a questo punto, devo tutelarmi.
Ma arriverà il giorno che ognuno di voi dovrà rispondere anche solo per l’indifferenza con cui avete reagito.

Ora, cortesemente, concedetemi di mostrarvi alcune recensioni che ho avuto:

Vorrei sottolineare che per ogni recensione ho messo in evidenza anche la storia e il capitolo. Controllate da voi.

Seriamente… fatevi un giro su Wattpad. Sempre ammesso che quella persona, se tale si può definire, non vi metta le mani sopra, troverete le mie storie e potrete leggere da voi le recensioni.

https://www.wattpad.com/user/Teriel_Donovan

Per favore, concedetemi alcune note finali.Vorrei far notare che il libro in questione non è più online da diversi anni e attualmente ci sto lavorando sopra, consumando ogni residuo di energia a mia disposizione. Perché io amo quello che faccio e cerco sempre di dare il meglio.

Pubblicando questi screenshots e invitandovi a visitare il mio profilo, cerco solo di dimostrarvi che potevo ottenere recensioni in modo onesto semplicemente lasciando ad alcuni utenti la possibilità di leggerlo.

Inoltre, le schede dei libri presenti su Goodreads NON si possono eliminare. Neppure gli autori hanno questa possibilità. Traete le vostre conclusioni.

Dover fare una cosa simile per difendermi, è abbastanza deprimente e non mi aspetto che molti capiscano… ma non posso tollerare che mi si manchi di rispetto fino a questo punto o che le persone che amo e stimo, restino vittime inascoltate.

Chi ama davvero scrivere sa perfettamente quanto lavoro c’è dietro. C’è un amore, una dedizione, una passione che pochi comprendono.

Intervista a Chiara Tremolada – L’erede di Ethel – Il grande vallo – Vol.1

Io posso vantarmi di conoscere una delle autrici emergenti più talentuose del panorama italiano.

Sì, sto facendo una sviolinata di presentazione e me ne faccio un vanto, con tutta la spudoratezza di questo mondo!

Chiedo però la vostra comprensione per questa introduzione, perché in tutti questi anni ho visto sbocciare la saga di cui finalmente è stato pubblicato il primo di cinque volumi.

Chiara è una persona che conosco da moltissimi anni. È una donna di talento, intelligente, onesta, creativa e tenace. Merita di avere successo per l’enorme impegno e dedizione che ha dimostrato, dando vita a una saga unica, brillante, con personaggi ben definiti, tutt’altro che banali, e arricchita da un mondo che vi ruberà il cuore.

Io lo so.

Ripeto, posso vantarmi di averlo letto prima di chiunque altro ma sono anche una persona obiettiva e apprezzo un buon romanzo quando è strutturato bene.

Acquistalo su Amazon! oppure leggilo in edizione digitale!

Chiara, grazie mille per questa intervista! Tu sai quanto credo fortemente in Ethel. Cominciamo dunque dalle origini. Quando è nata la storia?

La storia è nata ormai quasi sedici anni fa, quando avevo tredici anni, grazie all’amore per la lettura e per la scrittura trasmessomi dalla mia prof di italiano delle medie.

Ovviamente, non avevo le capacità stilistiche per portare avanti una storia di questa portata, né tantomeno avevo le conoscenze e le capacità analitiche per dare forma a quella che è la saga nella sua versione definitiva, ma la trama di base è rimasta invariata.

Ciò che è cambiato è il ruolo dei personaggi nella storia, il world-building e la complessità dell’intreccio.

Per un periodo di tempo, so che è rimasta chiusa in un cassetto. Che sensazioni hai avuto nel rileggerla la prima volta?

Che orrore!

Il primo impatto è stato quello… Stile acerbo, pieno di errori, “show, don’t tell” inesistente, punti di vista sconosciuti e trama colma di lacune.

Però, al di là dell’aspetto stilistico, ho pensato che ci fosse del buono in quella storia e che, se riscritta nel modo giusto, con le competenze acquisite in anni e anni di scrittura sul web, sarebbe diventata un buon romanzo.

Ricordo bene che spesso scarabocchiavi mappe, studiavi le posizioni che avrebbero dovuto avere le navi, in che modo farle interagire e amavo particolarmente quei momenti, ma non deve essere stato facile. Hai mai avuto dei dubbi di potercela fare? Come sei riuscita a sconfiggere il famigerato “blocco dello scrittore”?

Sì, spesso ho avuto l’impressione che non sarei mai arrivata alla fine, che stessi scrivendo qualcosa di molto più grande di me.

L’amore per questa storia e per i personaggi che la muovono, però, ha vinto su tutto.

Il blocco dello scrittore, per quanto mi riguarda, non esiste… Esistono la stanchezza, la mancanza di una trama chiara ben definita nel dettaglio, la mancanza di un contesto adatto in cui scrivere e la mancanza di voglia.

Ci sono stati periodi, magari durati anche sei mesi, in cui non facevo altro che rileggere e modificare. Se scrivevo una riga nuova al giorno era un successo.

Questo, però, ha smesso di succedere quando ho iniziato a fare delle scalette dettagliate dei tre o quattro capitoli che avrei scritto nei giorni successivi.

Più la scaletta delle cose imminenti da scrivere è dettagliata, più è facile continuare a scrivere con disinvoltura.

Sempre legata alla domanda precedente, ti sei informata moltissimo per dare alla storia un certo spessore storico, pur restando nella tematica fantasy, vero?

Sì, vero. Soprattutto per quanto riguarda le parti nautiche, che verranno narrate a partire dal secondo volume, ho letto montagne di libri.

Quando ho iniziato, non sapevo nulla di nomenclatura navale, duelli all’arma bianca e vita nel deserto ma, un po’ alla volta, ho acquisito le competenze che mi servivano.

Inoltre, è proprio così che ho iniziato a praticare vela e ho deciso di fare un viaggio in Marocco, nel deserto del Sahara: dovevo assolutamente mettere in pratica ciò che avevo imparato dalla teoria!

Di giorno lavoravi. Dalle 8 alle 17. Poi ti mettevi a scrivere fra mille difficoltà. Un ritmo che non è facile tenere ma tu ci sei riuscita. C’è qualche segreto che vorresti condividere?

Il segreto è scrivere sempre, tutti i giorni. Anche quando la palpebra cala, anche quando vorresti mollare e fare tutt’altro, l’unica cosa da fare è scrivere.

Bastano un paio di righe, ma sono indispensabili per non mollare.

Oltre a questo, prima di mettersi davanti al pc, bisogna avere ben chiaro ciò che si vuole scrivere e, per averlo sempre chiaro, è sufficiente pensarci nei momenti morti, quando si è in coda in tangenziale, al supermercato, nello studio di un medico…

Senza scendere eccessivamente nei dettagli, per non svelare troppo, cosa ami di più di ogni personaggio e cosa detesti profondamente?

Non credo ci siano personaggi di cui ho detestato davvero qualcosa. Di sicuro, quello per cui ho sempre avuto poca simpatia è Malek. Chi leggerà il romanzo avrà occasione di conoscerlo… Per quanto mi riguarda, lo trovo un personaggio davvero molto distante da me, cinico, calcolatore e doppiogiochista. Il suo ruolo è indispensabile, ma certo lo trovo un personaggio discutibile.

Riguardo a tutti gli altri, mi piace la loro imprevedibilità, la loro capacità di uscire dalla scaletta e prendere iniziativa, a prescindere dal mio volere.

Il testo è fluido, privo di imperfezioni, come ci sei riuscita? Hai qualche aneddoto divertente che vuoi raccontare?

Riscrivendo decine e decine di volte.

Questa storia, in tutto, conta quattro riscritture complete, l’ultima risalente al 2014, quando ho anche buttato giù la cartina (finalmente, direbbe qualcuno).

Ovviamente, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile, senza le tue correzioni e le tue riletture di capitoli che ti ho inviato magari cinque o sei volte.

Decisivo è stato anche l’occhio di falco di mia mamma.

Ogni volta in cui le passavo 30 pagine, ero convinta che non ci fossero errori residui… E invece qualcuno lo beccava sempre!

Devo poi ringraziare Alessandra Gandolfi, la mia editor, a cui ho inviato le ultime correzioni pre-stampa di domenica, a mezzanotte.

Santa donna, quanta pazienza che ha avuto… E quanto lavoro ha fatto sul mio testo!

Ho amato particolarmente le descrizioni dei paesaggi. So che ti sei ispirata ai tuoi viaggi, vero? Il deserto è fra quelli che mi ha rubato il cuore, sai?

Sì, verissimo. In questo primo volume, prevalgono paesaggi norvegesi e scozzesi, nel secondo e nel terzo volume ci sono frequenti rimandi al nord Africa, al deserto del Sahara e alla steppa mongola, mentre il quarto e il quinto sono più rivolti all’Europa continentale.

Chi ha visitato i luoghi descritti nella storia riuscirà di sicuro a riconoscere le mete dei suoi viaggi.

Cinque cose che pensi di poter dire senza sbilanciarti troppo e invogli il lettore a leggere?

Facciamo che procedo per punti, così sono sicura di arrivare a cinque.

1. Non è un fantasy in cui la sorte gira sempre a favore dei personaggi principali. Anzi, diciamo che la ruota della fortuna gira in modo imprevedibile e colpisce senza distinzione. Per cui, sì. Il vostro personaggio preferito potrebbe morire quando meno ve lo aspettate.

2. Non c’è un “oscuro signore” che agisce in modo malvagio per il semplice gusto di fare del male. Certo il “cattivo” non è un santo, ma agisce con cognizione di causa, e i “buoni” non sempre giocano in modo pulito e corretto.

3. Molte vicende narrate rispecchiano il mondo reale e ne sono una rappresentazione metaforica. Mi sono ispirata a fatti di cronaca, storia contemporanea e storia medievale. La narrazione non nasconde nulla. Crudeltà, raggiri, manipolazioni e torture vengono descritti con l’obiettivo di raggiungere il massimo grado di realismo possibile. In parole povere: non sempre il bene trionfa su tutto.

4. Non mancano personaggi ironici e auto-ironici, che allentano la tensione e aggiungono imprevedibilità alla narrazione. Ogni tanto, una risata o almeno un sorriso fanno bene allo spirito. Non si può soffrire per cinque volumi.

5. I personaggi sono tanti e molto vari. Nel delineare la loro personalità ho prestato particolare attenzione al loro vissuto e alla loro indole. Nelle medesime circostanze, personaggi differenti si comporteranno sempre in modo differente e subiranno le conseguenze degli eventi o delle loro azioni in modo più o meno marcato, secondo quella che è la loro natura.

Ultima domanda, un po’ spinosa. Negli ultimi anni, purtroppo, come sai fin troppo bene per averlo sperimentato sulla tua stessa pelle, sono nati dei “briganti” della scrittura. Esseri che si divertono a insultare e tormentare gli autori, soprattutto quelli emergenti. Abbiamo denunciato e abbiamo ricevuto tanta comprensione ma anche tanta indifferenza. C’è qualcosa che vorresti dire al riguardo, un consiglio che senti di poter dare?

Non offendiamo i briganti!

Scherzo, ovviamente… Ciò che posso dire è “non date da mangiare agli haters”.

Ci sono stati momenti in cui ho pensato di mollare, in cui mi sono detta “che cosa pubblicizzo a fare i miei libri se, per ogni recensione positiva, ricevo una recensione negativa lasciata da un account fake creato dalla solita hater?”

Ma, alla fine, vado avanti.

I miei riscontri positivi li ho avuti e chi mi odia, chi infanga il mio lavoro per il gusto di insultarmi, senza nemmeno aver letto il mio libro, non merita il mio tempo o la mia considerazione.

Un consiglio che mi sento di poter dare agli autori emergenti è: quando ricevete una recensione negativa, con tutta l’educazione di questo mondo, chiedete di motivarla, dettagliandola con stralci di testo in cui siano ben visibili i difetti che vi vengono segnalati.

Se qualcuno scrive che il vostro testo è pieno di errori di sintassi, chiedete cortesemente un paio di esempi.

Approcciatevi al lettore con umiltà. Magari è vero, ci sono degli errori che non avevate notato. Magari è solo qualcuno che non ha letto il vostro libro e se la prende con voi perché non riesce ad avere successo.

Purtroppo, è più facile insultare la squadra avversaria e accusarla di barare, che valorizzare la propria squadra e incitarla a migliorare.

Ancora una volta, grazie di cuore per avermi concesso il tuo tempo.

Grazie di avermi permesso di parlare di Ethel su queste pagine. Ogni tanto, ne sento ancora la mancanza e quasi spero in un seguito!

Oltre ai cinque volumi già scritti, non ho in programma di scriverne altri, ma non si sa mai…

Grazie a te per avermi concesso questo spazio!

Porto Seguro Show – Milano

Chiara Tremolada

Buongiorno a tutti!
Oggi sono qui per annunciarvi la prima presentazione ufficiale del primo volume della saga fantasy che, qui su questo blog, avete conosciuto come LEDE, acronimo di “L’erede di Ethel”.

Parecchi mesi fa, ho inviato il mio manoscritto a diverse case editrici e, dopo aver vagliato un po’ di proposte, ho infine scelto di firmare con Porto Seguro.

Per cui, giovedì 17 giugno, per chiunque volesse partecipare, nel locale “Officina” di Milano, via Giovenale 7, a partire dalle 15, si terrà una presentazione collettiva degli autori della casa editrice, a cui presenzierò anche io.

Vi lascio il link dell’evento Facebook, nel caso vogliate iscrivervi: QUI

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Bookstagram – La copertina dell’ipocrisia violenta

Non parlo spesso di libri, ritengo che vi siano persone molto più competenti di me al riguardo, ma chi mi conosce sa che amo leggere e credo che i libri, a prescindere dal loro genere, siano di fatto la forza motrice che muove il mondo.

Grazie ai libri è possibile vivere milioni di esperienze, entrare a far parte dell’anima delle persone.

Chi, almeno una volta nella vita, non si è rispecchiato in un emozione, in un’esperienza, in una tragica circostanza?
Chi non si è sentito sperduto e, leggendo le disavventure del personaggio di turno, non ha provato quel brivido di speranza, la speranza che anche a noi, noi disgraziati, il destino porti un lieto fine?

È il bello dei libri.

I libri che ci insegnano a vivere, comprendere, amare, rispettare. A volte, i libri ci insegnano anche l’odio, l’oscurità, ci consentono, protetti dalle pagine, fisiche o virtuali che siano, di conoscere aspetti del nostro passato che, purtroppo, la società vorrebbe spingerci a dimenticare.

Ma l’oblio, si sa, è una delle forme peggiori di violenza.

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L’arroganza dal Nulla

È un brutto giorno quello in cui una ragazza sensibile che si oppone a battute stupide e di cattivo gusto sulla violenza sessuale, venga perseguitata e spinta a disattivare il proprio profilo. È triste la vostra incapacità di comprendere che su queste cose non si scherza mai.

È con il magone che mi ritrovo a riportare ciò che ho scritto su Twitter soltanto ieri sera. Tutto è cominciato con un tweet. Una ragazza, allegando un video, mostrava uno dei concorrenti del Grande Fratello Vip intento a dire cose tutt’altro che piacevoli nei confronti di una ragazza.

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